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11 Dic

Protocollo Manhattan

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
 
È vero il mio inglese fa schifo. E anche se sono convinta che sarei riuscita a cavarmela, ora che Michi è il mio compagno di viaggio, cambia tutto. Chi lo avrebbe detto che il mio migliore amico mi avrebbe seguita a New York? E si è pure accollato la trasferta. Pare che uno dei suoi clienti che produce scarpe, abbia accettato la sua proposta di cambiare la location dello shooting fotografico. Lo ha convinto dicendo che il fascino della Grande Mela avrebbe contagiato la sua collezione natalizia e che la stessa avrebbe avuto un notevole impatto sui social. E se la proposta sembrava già allettante, quando Michele ha suggerito un diversivo alle modelle, lui non ha resistito. Immagina il Rockefeller Center...
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9 Dic

Il classico del cinema horror

enrica alessi storie di ordinaria follia
   
E ra un concentrato di terrore puro, un film che avrebbe lasciato un segno indelebile nella cinematografia horror: L’Esorcista. E quando uscì, nel 1973, la gente, curiosa di assistere a un tale capolavoro, si precipitò nelle sale e altrettanto velocemente fuggì — a metà proiezione — atterrita dalle immagini. Ma la paura è un’emozione innata nell’uomo e riguarda tutte le fasi della sua vita, soprattutto l’infanzia. Quando l’Esorcista mise piede nel piccolo schermo, avevo nove anni e vivevo con i nonni. Avevo visto la pubblicità, era palese che non fosse un film adatto a me, ma Regan, la bambina posseduta con la camicetta da notte azzurra, la voce di Sandro Ciotti, i capelli arruffati e il colorito verdastro mi attraeva più...
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5 Dic

Rimorso o rimpianto?

enrica alessi scrittrice not for fashion victim
   
L e donne sono consapevoli che agire in un certo modo è sbagliato, controproducente, stupido. Eppure, nonostante abbiano la certezza matematica di mettersi nei guai, non possono farne a meno. Forse è proprio vero: se la curiosità non fosse la caratteristica che più le distingue, non sarebbero donne. Sembra un aforisma, invece è la spiegazione razionale che ho elaborato per giustificare la mia decisione. Ho mentito al mio ragazzo, la mia migliore amica mi sta coprendo e il senso di colpa mi divora. C’è qualcosa di più sbagliato, controproducente e stupido? Non credo. Ma la verità è che il mio passato pieno di delusioni continua a perseguitarmi, le mie insicurezze continuano a perseguitarmi o non sarei in cerca di conferme. Sulla...
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3 Dic

New York sto arrivando

enrica alessi l'amore ai tempi supplementari
D a quando il gatto nero mi ha attraversato la strada, la mia vita sentimentale ne ha inevitabilmente risentito. Forse ho cambiato idea su quella stupida credenza superstiziosa. E forse questo viaggio non è arrivato per caso: l’ho capito quando Paolo mi ha chiesto di vederci e io ho trovato mille scuse per evitarlo. Il mio ruolo di mamma ha nettamente sovrastato quello di donna e ora che sto per separarmi da Sofia, non riesco a pensare ad altro. Fuori c’è buio. Le luci di Natale si riflettono nelle pozzanghere: specchi di pioggia luccicanti che amplificano la mia tristezza. L’umore peggiora, quando l’auto si ferma davanti a casa di Clara. Gli attimi che non vorresti mai veder finire. Sofia guarda fuori dal finestrino, prima...
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28 Nov

Quid pro quo

not for fashion victim romanzo enrica alessi
 
È evidente che la dose di endorfine accumulate dopo la mia domenica sera con Luca — e rilasciata dal mio corpo lentamente — mi ha regalato una settimana senza nessun intoppo. È il mio record. Grazie ai turni del dottore in ospedale, Lolita è rimasta con noi per quattro giorni, evitandomi le passeggiate che avevo preventivato, e colta da questa improvvisa ventata di positività, ho deciso di investire settanta euro per ordinare il nuovo libro di Jerôme su Amazon — giusto per scoprire quel suo lato di Dior che ancora non conosco. E per finire in bellezza, la cena con Enrico è saltata: è partito all’improvviso per un viaggio di lavoro. Nonostante sia consapevole che a rallegrarmi sia solo il prolungamento...
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26 Nov

Carina e coccolosa

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
   
N ew York non è proprio dietro l’angolo. Come prima trasferta avevo immaginato qualcosa di più limitrofo, ma riuscirò a gestire tutto. Forse. Più o meno. Dopo queste considerazioni, ho pensato al tappeto. Arrotolato, fissato con lo scotch, caricato sulle spalle e gettato con disprezzo nel bagagliaio dell’auto. Se invece di consegnarlo in lavanderia, avessi optato per la discarica, avrei dato l’idea della moglie che cerca di sbarazzarsi del cadavere del marito: è stato eccitante. E dopo il tappeto, è arrivato tutto il resto. “Ciao Michi.” “Sei strana: sputa il rospo.” Così? Subito? Allontano il telefono dall’orecchio e lo guardo con occhi sbarrati: come fa a saperlo? Mica può vedermi. “Ti ricordi l’abito di Givenchy? Quello che avevi suggerito per la mia seconda uscita con Paolo?” “Sì...
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23 Nov

Quando una donna compie quarant’anni

storie di ordinaria follia enrica alessi
 
Q uando una donna compie quarant’anni è tipo la fine del mondo. L’orologio biologico fa tic tac e una volta superati gli anta, per tutto il genere femminile si innesca il meccanismo ‘se non lo faccio adesso, quando mi ricapita?’ Sembra che un domani non esista. E allora via: organizziamo qualcosa di indimenticabile, che ci faccia sentire giovani, che ci faccia dimenticare che siamo mamme, qualcosa che fanno le ragazzine. A inaugurare la saga delle quarantenni sono stata io, due anni fa, con un weekend a Saint Tropez, l’anno prossimo sarà il turno della Claudia, poi quello della Tilla, ma stavolta è toccato alla Secca e forse abbiamo esagerato. Un concerto dei Måneskin è roba da giovani, esperienze che si concedono le ragazzine...
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